Filosofia

Niyama

Nell’ articolo 8 Anga

ho parlato degli 8 Anga nello Yoga con particolare riferimento a gli Yama, i comportamenti morali ed etici che ognuno di noi dovrebbe avere, ma di pari passo ogni aspirante Yogi dovrebbe “rispettare” anche i Niyama. Ma di cosa si parla?

Come dicevo sono 5 regole etiche che ci permettono di essere in rapporto con il mondo esterno, partendo da “Noi Stessi”.

I NIYAMA SONO:

1-Saucha

2-Santosha

3-Tapas

4-Svadhyaya

5-IshvaraPranidhana

Saucha, nella lingua sanscrita significa purezza, intesa come pulizia del corpo fisico, nella filosofia del Tantra, il corpo è considerato come tempio dove risiede l’anima, quindi un corpo pulito è alla base.

Santosha, significa accontentarsi, essere contenti di ciò che abbiamo nel momento presente. Molte volte, non solo sul tappetino, vorremo fare o avere sempre di più di quello che già abbiamo, ma ecco è lì che Santosha deve farci rendere conto che abbiamo già tutto, dobbiamo gioire del l’attimo presente.

La felicità è nelle piccole cose, un tramonto, un fiore, un bambino che ti sorride, una carezza dalla mamma.

Dobbiamo essere consapevoli del momento presente.

Tapas disciplina, significa anche bruciare, inteso come fuoco della determinazione per bruciare le energie negative, abbattendo gli ostacoli come pigrizia, apatia. È come fare “una promessa” a noi stessi, una sorta di “voto” da portare a termine con impegno, con cuore aperto e con regolarità.

Dobbiamo “educare” la nostra mente gestendo i nostri impulsi.

Svadhyaya studio individuale. Questo Niyama può avere 2 chiavi di lettura. Il primo è la lettura dello studio dei testi sacri sullo Yoga ed il secondo è lo studio di te stesso. Dobbiamo studiare noi stessi con curiosità per capire, capire come siamo realmente. Abbattiamo gli schemi, buttiamo giù i preconcetti che la mente ci “obbliga a vedere”, dobbiamo andare oltre per far emergere la nostra vera Essenza. Meditiamo sul Nostro Sè per comprendere e conoscerci. Questo Niyama a me è molto caro, infatti il mio Blog ha come “motto” essere studenti della Vita.

IshvaraPranidhana è l’ultimo passo dei Niyama, significa arrendersi a un “potere superiore” , abbandonarsi all’Altissimo. In una mente pulita dalla continua “preghiera” tutto ciò che rimane è il desiderio di Unione con l’Assoluto, o, detto in altre parole, Yoga.

“Essere luminosi nei pensieri e negli atti, essere in pace con il nostro vivere, senza desiderare questa o quella cosa, imparare a conoscersi e ad agire nel movimento della vita, queste sono le regole di vita che propone lo Yoga.”

Yoga Sutra

Namasté

Elena


In the last article (Gli 8 Anga)

I spoke of the 8 Angas in Yoga with particular reference to the Yamas, the moral and ethical behaviors that each of us should have, but at the same time every aspiring Yogi should “respect” even the Niyamas. What are we talking about?

As I said, there are 5 ethical rules that allow us to be in contact with the outside world, starting from “Noi Stessi”.

I NIYAMA ARE:

1-Saucha

2-Santosha

3-Tapas

4-Svadhyaya

5-IshvaraPranidhana

Saucha, in the Sanskrit language means purity, understood as cleaning the physical body, in the philosophy of Tantra, the body is considered as a temple where the soul resides, so a clean body is at the base.

Santosha means to be satisfied, to be content with what we have in the present moment. Many times, not only on the mat, we want to do or have more and more of what we already have, but here is where Santosha must make us realize that we already have everything, we must rejoice in the present moment.

Happiness is in small things, a sunset, a flower, a child who smiles at you, a caress from his mother.

We must be aware of the present moment.

Tapas discipline, also means burn, understood as the fire of determination to burn negative energies, breaking down obstacles such as laziness, apathy. It is like making a “promise” to ourselves, a sort of “vote” to be carried out with commitment, with an open heart and with regularity.

We must “educate” our mind by managing our impulses.

Svadhyaya individual study. This Niyama can have 2 keys for reading. The first is the reading of the study of the sacred texts on Yoga and the second is the study of yourself. We must study ourselves with curiosity to understand, understand how we really are. We break down the patterns, throw down the preconceptions that the mind “forces us to see”, we must go further to bring out our true essence. We meditate on Our Self to understand and know each other. This Niyama is very dear to me, in fact my Blog has as “motto” being students of Life.

IshvaraPranidhana is the last step of the Niyamas, it means surrendering to a “superior power”, abandoning oneself to the Most High. In a clean mind of continuous “prayer” all that remains is the desire for union with the Absolute, or, in other words, Yoga.

“To be luminous in thoughts and deeds, to be at peace with our life, without desiring this or that thing, to learn to know each other and to act in the movement of life, these are the rules of life that Yoga proposes.”

Yoga Sutra

Namasté

Elena

(1) Commento

  1. […] definito sia come un aspetto esterno ed interno a noi, ( per esterno intendo i primi 4 Anga, Yama, Niyama, Asana e Pranayama, con interno Dharana, Dhyana e il […]

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